Dalla nascita di C.F. Samuel Hahnemann (1755) ad oggi, l’omeopatia si è ramificata in tutto il mondo, proponendo un metodo di cura naturale, dolce, efficace ed economico.
L’eterno conflitto con la medicina tradizionale l’ha spesso relegata, variabilmente a seconda dei periodi storici, a medicina basata sull’effetto placebo, quindi sull’auto convincimento di chi ne fa uso.
Ciò non ha impedito la sua diffusione, diventando in alcuni paesi europei e del mondo, una specialità alla stessa stregua delle altre discipline mediche che vengono insegnate nelle università. Attualmente, in Italia, 8 milioni di persone ricorrono all’omeopatia, 70 milioni in Europa e circa 300 milioni in tutto il mondo. Sono 8 mila gli omeopati in Italia, 50 mila in Europa, 150 mila in tutto il mondo.
In molti paesi europei è insegnata nelle università, in Inghilterra vi sono cinque ospedali specializzati in omeopatia e, come in Francia, rientra nel sistema sanitario nazionale. In Svizzera, a Locarno, esiste una clinica specializzata nella cura dei tumori, in India e nei paesi più poveri della Terra è la medicina più diffusa e utilizzata. L’origine del suo utilizzo in veterinaria risale al 1800 ad opera del dr. Wilhem Lux, medico veterinario che iniziò a somministrare rimedi omeopatici agli animali (Nux vomica, Camphora, Opium, Aconitum napellus). I risultati furono da subito interessanti e incoraggianti e così, da allora, una scuola di omeopatia specifica per il settore veterinario, ha accompagnato di pari passo l'evoluzione della medicina omeopatica nel mondo e ha seguito i cambiamenti nel rapporto uomo-animale, dalle epoche in cui venivano curati solo gli animali destinati al lavoro o alla macellazione, fino ai giorni nostri, in cui un cane o un gatto che vivono in casa con noi, sono a tutti gli effetti parte della famiglia.